Liberalizziamo le Farmacie

LE PROSSIME FARMACIE SIANO COMUNALI

FARMACIE MERCATO DELLE VANITA' CHIMICHE
Siamo perfettamente coscienti della delicatezza del problema "Salute" ma riteniamo che bisogna fare chiarezza e rompere quella sudditanza che ha tutta la sanità e la "scienza ufficiale" ha nei confronti delle verità delle Multinazionali del Farmaco.


Se il farmaco non deve essere considerato una merce si deve vietarne la pubblicità e la quotidiana visita degli informatori scientifici dai medici di base, che noi tutti ogni mese paghiamo con le
tasse.


"I medici devono fare i nostri interessi e non ascoltare il canto delle multinazionali"
e le promesse e mezze verità dei informatori scientifici.


INFORMATORE SCIENTIFICO
L'informazione scientifica si ottiene studiando,  partecipando ai convegni e seguendo dei corsi di specializzazione e non ascoltando  gli inviati delle multinazionali.


Se un farmaco non è una merce deve essere solamerte venduto con ricetta medica e non devono esistere i farmaci da banco.


Il farmacista non ha gli strumenti e le competenze per fare una diagnosi e quindi si ritorna al famoso: "Abuso della professionalità medica"...quindi tutti i farmaci devono essere prescritti, se invece si ritiene che alcuni "farmaci" non hanno bisogno del medico, che questi prodotti siano vendibili anche nella grande distribuzione, come avviene nella maggior parte dei paesi occidentali.

Se le farmacie sono delle attività rivolte ai farmaci che cosa ci fanno nei loro scaffali prodotti omeopatici (non riconosciuti come farmaci) fitoterapia, erbe, cosmesi, pannolini, biberon, zoccoli, solari, cibi per celiaci,  tinte per capelli, rossetti, profumi, collari antipulci ecc.


Come mai i farmaci da banco ed i prodotti omeopatici in Italia costano il triplo che in Francia?


Perchè un laureato in farmacia, povero, non può aprirsi la sua farmacia?
Perchè si continua ancora con questi posizioni di potere e privilegio?

Non sarebbe più logico permettere ad ogni laureato in farmacia di aprire una farmacia, senza alcun limite e privilegio, rientrando in quella logica di mercato che i più bravi devono operare?


Bersani alcuni anni fà in 24 ore a liberalizzato tutto il commercio...e le farmacie non fanno commercio o sono opere pie, senza fine di lucro?


Dal nostro punto di vista la sanità ed il farmaco sono cose che solamente lo stato, in nome e per conto dei cittadini, dovrebbe gestire e quindi "per assurdo" nazionalizzare, ovviamente questo non è possibile ed è anacronistico ma...qualcosa si può fare:


che tutte le prossime 5.500 farmacie (previsione) siano FARMACIE COMUNALI in modo tale che i soldi che spendono i cittadini ritornino alla comunità come bene comune per scopi comuni e non privati.


FORSE E' ARRIVATO IL TEMPO

di iniziare a discutere della validità dei farmaci e se i farmaci che sono in commercio servono a "sanare" i cittadini o solamente a mantenerli "malati cronici" grandi consumatori di pastiglie e prigionieri delle Mulktinazionali.

LA SANITA' HA BISOGNO DI VERITA'!








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